L'animale
colpito da una freccia, a differenza del colpo di carabina, ha una reazione assolutamente
"normale"; per chiarire meglio il problema ed escludendo il tiro alla
spina dorsale che di solito fa cadere l'animale sul posto, purtroppo senza ucciderlo,
intendiamo dire che "fugge" senza mostrare particolari reazioni al colpo
(chi caccia con la carabina ha capito di cosa parliamo). E' questo l'effetto letale
della freccia che non ha assolutamente "shocking power" ma ha un'altissima
percentuale di "killing power".
Analizziamo
ora, le reazioni normali al tiro:
- Gli
animali colpiti nell'intestino hanno spesso sete e si dirigono verso l'acqua.
- Gli
animali colpiti al cuore possono proseguire per distanze incredibilmente lunghe
e mostrare poche perdite di sangue.
- Le nostre prede, soprattutto in climi estremamente rigidi, hanno spessi strati
di grasso sulla schiena e sull'addome. Ciò può chiudere le ferite
evitando una giusta perdita di sangue e rendendo difficile il tracciamento. Per
questo motivo evitate tiri verticali dal tree stand.
- Non
cominciamo a cercare animali feriti all'intestino prima di 6-8 ore se le condizioni
di luce lo permettono. Unica eccezione è se la ferita è stata fatta
sulla gamba. Se l'animale è obbligato a camminare la ferita può
rimanere aperta.
- Se
c'è minaccia di pioggia o neve potrebbe rendersi necessario tracciare prima
del dovuto. Anche in questi casi tracciare silenziosamente, anche più di
quando si caccia alla cerca.
- Se
il colpo è stato fatto in tarda serata e il clima è fresco attendiamo
sino al mattino prima di tracciare, a patto che non ci siano molti predatori in
zona che potrebbero distruggere la preda.
- Se
il tiro è stato fatto tardi nella giornata e c'è minaccia di pioggia
o neve, armiamoci di una buona pila e cominciamo a tracciare. A volte è
pure più facile tracciare durante la notte. Siamo sicuri di contrassegnare
le tracce per due ragioni: se le tracce si cancellano c'è più possibilità
di risalire al sentiero percorso grazie al nastro lasciato. Inoltre è molto
facile perdersi tracciando di notte. Un sentiero ben contrassegnato vi riporterà
almeno a dove siamo partiti. Il nastro riflettente è un buon aiuto in questo
caso.
- Se
non c'è sangue, cerchiamo tracce di foglie schiacciate o spostate sul terreno.
Cercate piante e cespugli con tracce di passaggio.
- Nel
tracciare il sangue è spesso necessario controllare che le tracce rosse
sulle foglie non siano altro che il colore dell'autunno. A volte, chinarsi a livello
del terreno aiuta molto a riconoscere tracce che altrimenti non si vedrebbero.
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